Quanto conta la politica in economia e sui mercati? La risposta migliore è la fulminante e dissacrante frase di Flynn del 2001: “Politics is nothing more than the foam on the waves of the supercycles. Politicians believe themselves to be the drivers of history — but they are driven by it and try to regulate something that regulates itself . As individuals, some may have achieved an understanding of what is happening, but in mass societies they lack the power and the ability to thwart the statistical laws of history.

(“La politica non è altro che la schiuma sulle onde dei grandi cicli. I politici credono di essere loro a guidare la storia, mentre sono loro ad essere guidati da essa e cercano di imporre regole a una cosa che si regola da sola. Come individui, qualcuno di loro (i politici) può aver raggiunto un certo grado di comprensione di ciò che sta accadendo, ma nelle società di massa a loro manca il potere e la capacità di distorcere le leggi statistiche della storia.”)

Ma allora cosa conta sui mercati? Certamente l’economia, che è una forza primaria potente. Certamente i cicli, che non agiscono in sincronia ma si intersecano tra loro formando onde di vario genere a grado, ma non del tutto impredicibili.

Queste sono le onde prodotte da un semplice file Excel, che mettono insieme i concetti appena discussi (tranne la politica). Il risultato è una proiezione che va avanti da parecchio tempo con risultati non proprio malvagi.

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Seguiamo questa Mappa da diversi anni. E’ stata utile, a noi e ad altri. Questo schema non è da ritenere né vincolante, né rigido. Ma è una linea logica che certamente potrà aiutare nella valutazione dei futuri movimenti di borsa. Fermo restando il dato di fatto che i mercati non sono prevedibili nel senso stretto del termine, è anche vero che sono ciclici e che quindi presentano invariabilmente, al di là delle aspettative che li circondano, opportunità in entrambe le direzioni.

L’investitore che sposa la logica di un rialzo secolare – o repricing, o bull market – del mercato azionario italiano, deve quindi vedere nelle future correzioni primarie la parte di opportunità, prima ancora che quella di rischio. Il grafico in alto è l’aggiornamento della previsione (sempre pubblicata nel libro «MIB 50000» ad Aprile 2014), basata su una ripetizione meccanica di una sequenza integrata di cicli, mentre il grafico in basso è la realtà di come si è comportato il mercato.

Si sta confermando la proiezione 2015 (prima parte positiva, seconda correttiva almeno dal punto di vista del momentum).

N.B. – La mappa è la sommatoria delle varie componenti ed esprime il ritmo dell’andamento ciclico e non i livelli assoluti di prezzo. Va tenuto conto che una delle componenti base di questo modello è l’andamento dell’economia («ciclo economico»), per cui un miglioramento/ peggioramento dell’economia impatta pesantemente sull’inclinazione della proiezione.