A cosa servono gli dèi, visto che ci sono le Banche Centrali? Vediamo un sintetico elenco dei Miracoli 2012.

Miracolo 1 – La Cristallizzazione dei Tassi Il primo Miracolo: tassi zero (o quasi, in Europa) ad libitum. Dopo decenni a preoccuparsi dell’inflazione, il denaro, a chi puo’ permetterselo (e quindi ragionevolmente ne ha meno bisogno) ormai non costa nulla o quasi. Agli altri invece continua a costare: sempre troppo, vista la situazione economica. Ma il Miracolo 1 ha un obiettivo superiore ben preciso: permettere alle Banche Centrali stesse una serie di operazioni di automedicazione finanziaria altrimenti insostenibili (QE1-2-3…., Twist, TARP, LTRO).


Tassi 6m USD


Tassi 6m EUR

Miracolo 2 – La Solidificazione della Liquidità Per sua natura (nomen omen) la liquidità dovrebbe circolare velocemente: ma non è che se ne veda molta, soprattutto in relazione alle centinaia di miliardi di Euro e USD prestati dalle Banche Centrali al sistema bancario e agli stati in difficoltà. Dov’è finita? Il secondo Miracolo è che questa enorme massa – invece di riversarsi sul mercato, inondarlo e creare inflazione – si è apparentemente solidificata. Ora la liquidità forma uno strato ghiacciato di spessore ignoto, sul quale si avventurano sempre piu’ pattinatori-investitori, attratti da rendimenti sempre piu’ bassi ma proprio per questo sempre piu’ difficili da rifiutare: quando il cibo scarseggia, si finisce per mangiare di tutto senza pensare alle conseguenze. Sotto il ghiaccio nessuno sa davvero cosa ci sia.

Miracolo 3 – La Moltiplicazione dei Fondi La sequenza dei Miracoli procede con la Moltiplicazione dei Fondi. Bisogna salvare il Sistema dai danni prodotti dalla leva finanziaria? Nulla di meglio di un po’ di leva. Cosa c’è davvero nei bilanci pubblici, in quelli della FED e della BCE? Solo numeri senza senso o un’ipoteca sul futuro nostro e di un paio di generazioni?

Il Margin Debt si sta riportando verso gli eccessi che hanno accompagnato le crisi 2000-2003, 2008 e 2011. La storia non ha insegnato nulla.

Miracolo 4 – La Resurrezione dall’Abisso Nel 2012 sono state date per spacciate e successivamente resuscitate (tramite enormi iniezioni di liquidità, vedi Miracoli precedenti) numerose banche e alcune importanti nazioni europee. L’ultimo caso eclatante è quello della Grecia: morta, risorta, rimorta, sepolta e infine ancora resuscitata, con sgomento dei suoi cittadini che non hanno percepito questo alternarsi di eventi fantastici ma navigano sempre piu’ sotto la linea di galleggiamento. La stessa Italia è stata salvata, tanto che il BTP è sui massimi dell’anno (e uno dei migliori asset del 2012), lo spread verso 300 e la borsa – nonostante i dati economici disastrosi  – naviga sopra il pari. Ma la disoccupazione aumenta, la crisi morde tutti e un PIL negativo purtroppo PEGGIORA lo stato del debitore. Alcuni morti, forse, sarebbe meglio lasciarli dove sono, per non finire come in “Pet Sematary” di Stephen King.

Miracolo 5 – La Sparizione della Volatilità Preceduta dalla meno appariscente Sparizione della Massa Monetaria USA, di cui da tempo si sono perse le tracce anche se qualcuno sostiene che sia divenuta enorme, la Sparizione della Volatilità è il Miracolo del momento. La volatilità non è altro che l’assicurazione intrinseca contro il rischio pagata dai mercati su sé stessi. Quando si alza, i mercati hanno paura. Quando è troppo alta, i mercati sono in panico ed è vicino un minimo. Quando si abbassa, i mercati stanno riprendendo fiducia. Quando è troppo bassa, sui mercati c’è un eccesso di confidenza. Vale per la volatilità quello che vale per ogni altra assicurazione: se la comperate quando tutto va bene, costa poco ma vi sembra di sbattere via i soldi. Se la comperate quando le cose vanno male, vi sembra indispensabile ma vi costa tantissimo. Ogni volta, tutto questo viene miracolosamente dimenticato dai mercati, che ogni volta si dimenticano degli errori appena fatti e pensano: “Questa volta è diverso”.

La volatilità è miracolosamente sparita: sulle borse, è ai minimi degli ultimi anni, battuta solo da quella irreale del periodo 2006-2007 (che porto’ a quello a cui porto’). Anche il rischio di credito e il rischio di tasso, fortemente connessi, sono in via di rapida sparizione.

S&P, ES50, VSTOXX e VIX

In questo clima surreale, ormai prossimi alla Fine del Mondo secondo il calendario Maya (ma il 21.12.2012 sarà anche, curiosamente, la deadline per il fiscal cliff americano e una scadenza importantissima per le opzioni sul mercato USA…), i mercati sembrano narcotizzati, concentrati su questo iterativo Giorno della Marmotta, fatto di eventi, minicrisi, riunioni e via.

Nella Grande Repressione del 2012 riprendevo lo spunto di una brillante (anche se “catastrofista”) analisi svolta su un sito americano, per toccare il tema della disciplina sui mercati come àncora di salvezza in frangenti difficili e realmente imprevedibili. Ora che il 2012 sta finendo, possiamo dire di essere in un clima che definire “repressivo”, dal punto di vista degli investimenti, non è insensato. Tobin Tax e tasse a parte, la corsa affannosa, levereggiata, inevitabile ai rendimenti sta annullando sul reddito fisso qualunque cuscinetto in termini di rischio di credito e rischio di tasso: e questo in una situazione di tassi incomprimibili, rendimenti reali quasi ovunque negativi e di economie in bilico tra recessione e stagnazione! Non è repressivo forzare l’investitore in un cul-de-sac? Silenzio quasi assoluto sul tema.

Spesso i miracoli si svelano per quello che sono: trucchi insostenibili. Chi, quanto e quando pagherebbe in questo caso? Solo i mercati, nel loro asciutto pragmatismo, daranno la risposta: e diranno se questa calma piatta di fine 2012 è il “new normal”, è occasione mascherata da narcosi collettiva, oppure occhio del ciclone. Chi ha goduto quest’anno degli ottimi andamenti dei mercati obbligazionari non si illuda: e ragioni bene prima della prossima mossa. Repetita non semper iuvant.