Glossario finanziario

In questa sezione proponiamo un dettagliato elenco della terminologia che utilizziamo nei report, video, strategie e interventi per una migliore comprensione e un approfondimento delle indicazioni dei modelli.

ACCUMULAZIONE

– E’ il processo di acquisto da parte delle “mani forti” che non si riflette immediatamente in una variazione di prezzo e trend. Ha luogo su un bottom ciclico. Quando l’accumulazione è terminata, prende corpo il kick-off iniziale della fase di inversione. A sua volta, l’aumento del prezzo genera un maggior interesse sul titolo. Da questo punto in poi, questi acquisti sono di tipo trend-following e sono motivati da una situazione che diviene via via chiaramente migliore nei fondamentali del mercato/titolo considerato. Tanto più alto è il prezzo, quanto più irrazionale diviene il comportamento di chi acquista. In termini tecnici è l’arco temporale nel corso del quale i prezzi fluttuano lateralmente precedendo un ampio movimento rialzista. Il movimento dei prezzi si evolve normalmente in caratteristiche configurazioni grafiche dette Bottom Congestion Patterns che costituiscono, in questo caso, dei modelli primari di inversione (Major Reversal Patterns) quali, ad esempio: Head & Shoulder bottom, Double & Triple bottom, Expanding bottom, Rounded bottom, ecc.

BEAR MARKET

(MERCATO ORSO o RIBASSISTA) Fase di mercato caratterizzata da una tendenza primaria negativa. Si distingue in SECULAR (secolare o di lunghissimo termine), MAJOR (primario o di lungo termine) e MINOR (secondario o di medio termine).

BULL MARKET

(MERCATO TORO o RIALZISTA) Fase di mercato caratterizzata da una tendenza primaria positiva. Si distingue in SECULAR (secolare o di lunghissimo termine), MAJOR (primario o di lungo termine) e MINOR (secondario o di medio termine).

BREAKDOWN

– Termine utilizzato per indicare il perforamento di significativi livelli di supporto delimitanti aree di congestione o linee di tendenza (trendlines) rialziste.

BREAKOUT

– Termine utilizzato per indicare il perforamento al rialzo di livelli di resistenza delimitanti aree di congestione o di linee di tendenza (trendlines) ribassiste.

BUYING CLIMAX

– Situazione di mercato che identifica una zona di prezzi nell’ambito della quale, data l’inclinazione della salita precedente, è da ritenere molto rischioso procedere a nuovi acquisti. L’area di Buying Climax può essere estesa oppure ridotta, come nel caso di uno spike top (vedi di seguito).

CANALE

– Fluttuazione dei prezzi, ascendente o discendente, compresa in un’area delimitata da una linea di tendenza e da una retta parallela al Trend. Si distinguono canale ascendente (Uptrend Channel, Upper Channel) e canale discendente (Downtrend Channel, Lower Channel).

CONGESTIONE

– Fase di mercato laterale in cui non si verificano apprezzabili variazioni.

CONSOLIDAMENTO LATERALE

– Arco temporale nel corso del quale i prezzi fluttuano lateralmente nell’ambito di un ampio movimento rialzista, determinando una battuta di arresto del trend. Il movimento dei prezzi si evolve normalmente in configurazioni grafiche dette Bull Consolidation (o Continuation) Patterns; tra i più comuni modelli di consolidamento (o di assestamento) si citano: Triangoli, Flags, Wedges e Rettangoli.

DAILY

– giornaliero (es.: Daily Range = range giornaliero, cioè escursione compresa tra massimo e minimo del giorno).

DCL

DAILY CLOSE: chiusura giornaliera, ultimo prezzo o prezzo di riferimento della seduta.

DERIVA

– Fase in cui, dopo una spinta piuttosto lunga del mercato in una direzione (es.: al rialzo), il Momentum comincia a muoversi in senso opposto (es.: ribasso) prima del prezzo, anticipandone l’inversione.

DIREZIONALITA'

–  Indica il grado di intensità e di persistenza di un mercato. Quando è alta è indice di trend forte; quando è bassa è indice di trend incerto e/o di trading range e congestione.

DISTRIBUZIONE

– E’ il processo di vendita da parte delle “mani forti” che non si riflette immediatamente in una variazione del prezzo e del trend. Ha luogo su un top ciclico. Quando la distribuzione è terminata, prende corpo il kick-off iniziale della fase di inversione. A sua volta, la diminuzione del prezzo genera un maggior timore sul titolo. Da questo punto in poi, queste vendite sono di tipo trend-following, e sono motivate da una situazione che diviene via via chiaramente peggiore nei fondamentali del mercato/titolo considerato. Tanto più basso è il prezzo, quanto più irrazionale diviene il comportamento di chi vende.

DIVERGENZA

– Circostanza in cui prezzo ed oscillatore non manifestano tendenze simili, ovvero il secondo non conferma i nuovi massimi (in un trend rialzista) o i nuovi minimi (in un trend ribassista) del primo. L’importanza della divergenza è funzione della sua grandezza ed estensione temporale. Può esistere – nei trends molto forti – una successione di più divergenze.

DOWNTREND

– Trend negativo o anche la linea di tendenza (trendline) che congiunge massimi relativi (resistenze) decrescenti.

ELLIOT WAVE THEORY

– Teoria elaborata  negli anni ’30 da Elliott su basi sia matematiche (Fibonacci) che comportamentali/psicologiche per spiegare organicamente gli andamenti del mercato azionario americano.

Nella sua accezione originaria, questa teoria è applicabile solo ai mercati azionari per la loro natura secolare inflattiva; ora viene applicata a tutti i mercati, con i dovuti adattamenti. La base metodologica è la seguente: per un insieme di motivi i mercati si muovono in ondate (waves). Le spinte-impulso nella direzione del trend sono tre (onde [1],[3],[5]), intervallate da due correttive (onde [2],[4]); quando alla fine della [5] si è conclusa una spinta-impulso, parte un contromovimento correttivo in tre ondate (A,B,C). A sua volta, ogni sottospinta è suddivisa al suo interno alla stessa maniera (impulso [1]…[5], correzione A-B-C). Regole base:

  1. le caratteristiche delle onde correttive [2] e [4] si alternano (se la [2] è una correzione semplice [A-B-C], la [4] sarà una correzione più complessa e viceversa; se la [2] è una correzione secca, la [4] sarà morbida e/o laterale, e viceversa).
  2. L’onda [3] è di solito la più lunga ed estesa spinta-impulso del trend; in nessun caso può essere la più corta rispetto sia alla [1] che alla [5]. Accade a volte che l’onda più estesa sia la [5], specie nei mercati delle commodities, o quando il trend è molto forte e termina con uno spike.
  3. La lunghezza tra le varie onde impulso è regolata dai rapporti di Fibonacci tra un’onda e quelle che la precedono (0.618, 1, 1.382, 1.618, 2, 2.382 ecc.); ma soprattutto, e più importante operativamente, anche le correzioni sono regolate dai rapporti di ritracciamento di Fibonacci (0.382, 0.5, 0.618, 0.786, 1).

Per ulteriori approfondimenti, assolutamente necessari data l’estrema strutturazione della teoria, rimandiamo alla relativa bibliografia (Elliot Wave Principle).

ESTENSIONE

– Fase di mercato in cui, al culmine di un trend molto forte, i prezzi continuano a muoversi nella direzione primaria mentre il Momentum (XTL) si muove lateralmente. Indica un prolungamento nella fase di distribuzione (se il trend è rialzista) o di accumulazione (se il trend è ribassista) del mercato. Spesso questa è la fase del trend caratterizzata da maggior emozionalità.

FAN LINES

– Linee di tendenza tracciate a ventaglio con inclinazione via via minore, con origine in un unico punto (origine del trend). Spesso usate quelle di Fibonacci (38-50-62%).

FORZA RELATIVA

– L’analisi dell’andamento del rapporto tra un mercato e un altro, tipicamente tra un titolo e l’indice di riferimento. Quando la Forza Relativa è in salita indica che il titolo sovraperforma il mercato, e viceversa. E’ un elemento essenziale nel processo di allocazione del portafoglio.

GAP

– Situazione di mercato per la quale il livello di minimo odierno risulta superiore al livello del massimo registrato precedentemente (Gap Up), oppure per la quale il livello di massimo risulta inferiore al livello del minimo della seduta precedente (Gap Down). Oltre i Gaps giornalieri si registrano inoltre quelli settimanali e mensili, determinati ponendo a confronto i rispettivi livelli massimi e minimi. I Gaps si distinguono in:

  • Common (o Area) Gap – si registra nell’ambito di aree di congestione e non è particolarmente significativo.
  • Breakaway Gap – si registra in occasione della fuoriuscita da aree di congestione o di perforamento di linee di tendenza rafforzando l’efficacia del movimento.
  • Runaway Gap – si registra nell’ambito della fase di accelerazione un movimento.
  • Exaustion Gap – si registra in fase di esaurimento di tendenza. L’immediata ricopertura del gap segnala l’avvenuta inversione di tendenza. Se accoppiato a un gap di segno opposto, crea l’Island Reversal.
INSIDE DAY

(WEEK, MONTH) Periodo caratterizzato da un range completamente contenuto all’interno di quello del periodo precedente.

IPERCOMPRATO

(OVERBOUGHT) Situazione di mercato caratterizzata da una eccessiva pressione della domanda che prelude ad una correzione ribassista. E’ misurata dagli oscillatori ed in particolare dall’RSI – Relative Strength Index (in questo caso individuata da valori superiori a 70 (max=100)).

IPERVENDUTO

(OVERSOLD) Situazione di mercato caratterizzata da una eccessiva pressione dell’offerta, che spesso prelude ad una correzione rialzista. E’ misurata dagli oscillatori ed in particolare dall’RSI – Relative Strength Index (in questo caso individuata da valori dell’indice inferiori a 30 (min=0)).

ISLAND REVERSAL

(TOP, BOTTOM) Modello di rovesciamento di tendenze nell’ambito del quale un periodo – o gruppo di periodi – è separato dal movimento precedente e seguente da Gaps.

KEY REVERSAL

(WEEK, MONTH) Seduta (o escursione settimanale o mensile) nel corso della quale si registra un nuovo massimo (minimo) seguito da una chiusura inferiore (superiore) al minimo (massimo) del periodo precedente. Rappresenta spesso un potente segnale di inversione della tendenza in atto.

LONG

– Posizione operativa detta anche rialzo, dove l’operatore/investitore compra con lo scopo di rivendere a prezzi più alti.

MIDRANGE

(MIDDLE RANGE) Punto mediano dell’escursione → (High + Low)/2

MOMENTUM

– grado di forza di un mercato. E’ anche misurato dal Rate of Change.

MONTHLY

– mensile (es.: Monthly Range = range mensile, cioè escursione compresa tra massimo e minimo del mese).

MCL

MONTHLY CLOSE: chiusura mensile, ultimo prezzo dell’ultima seduta del mese solare.

NECKLINE

– Linea ideale di supporto o di resistenza il perforamento della quale completa tipiche formazioni di inversione (Head & Shoulders, Double e Triple Top o Bottom).

OPEN INTEREST

– Numero di contratti aperti al termine di ogni seduta operativa dei Futures Markets.

OUTSIDE DAY

(WEEK, MONTH) Periodo caratterizzato da un range esterno rispetto a quello del periodo precedente (massimo superiore + minimo inferiore).

OVERLAP DAY

– (WEEK, MONTH) Periodo caratterizzato da un’escursione sovrapposta per circa 3/4 al range precedente; segnala una stabilizzazione della tendenza in atto. Si definisce Not Overlap Day un’escursione sovrapposta per non più di 1/10 al range precedente; segnala un’accelerazione del movimento in atto.

PIVOT POINTS

– Livelli di massimo o di minimo relativo di un movimento; identificano significativi livelli di supporto o di resistenza o valori determinanti per l’individuazione dei retracement.

QUARTERLY

– trimestrale (es.: Quarterly Trend = trend trimestrale o Super Long Term Trend).

RANGE

– Escursione dei prezzi nell’ambito di una seduta operativa (o nel corso di una settimana o durante un mese).

REDISTRIBUZIONE

– Arco temporale nel corso del quale i prezzi fluttuano lateralmente nell’ambito di un ampio movimento ribassista determinandone una battuta di arresto. Il movimento dei prezzi si evolve normalmente in caratteristiche configurazioni grafiche dette Bear Consolidation (o Continuation) Patterns; i modelli grafici sono i medesimi già citati a proposito delle aree di Accumulazione e Consolidamento.

RETRACEMENTS

– Ampiezza dei possibili movimenti correttivi. Tale valutazione si affida a classiche regole di misurazione (33-38%, 50%, 62-66%) derivanti dai lavori di Gann e di Elliott.

RESISTENZA

(RESISTANCE LEVEL) Livello di prezzo intorno al quale è probabile il concretizzarsi di una forte pressione di offerta in grado di contrastare un movimento rialzista.

REVERSAL

– Seduta operativa (o escursione settimanale o mensile) nel corso della quale si registra un nuovo massimo (minimo) seguito da un livello di chiusura inferiore (superiore) a quello relativo alla seduta (settimana, mese) precedente. Può rappresentare un segnale di arresto o inversione della tendenza in atto.

ROTAZIONE

– Il processo di cambiamento di leadership all’interno di un mercato azionario.

RSI

(Relative Strength Index) Indicatore di forza relativa, creato da Wilder. Tipicamente, misura il grado di forza ma anche di ipercomperato (tra 80 e 100) o di ipervenduto (tra 20 e 0) di un mercato.

SELLING CLIMAX

Situazione di mercato che identifica una zona nell’ambito della quale è da ritenere rischioso procedere ad operazioni di vendita allo scoperto (posizioni “corte”).

SHORT

Posizione operativa detta anche ribasso, dove l’operatore/investitore vende a termine con lo scopo di ricomperare a prezzi più bassi.

SPIKE

Periodo operativo caratterizzato da un’ampia escursione nella direzione del trend. Appare appunto sul grafico come una punta (spike). Il segnale costituisce l’accelerazione finale del movimento e prelude ad una correzione o ad una inversione (spike top/bottom).

STOCASTICO

(ST%) Oscillatore che per la propria natura e costruzione serve ad identificare sia le situazioni di potenziale svolta nelle fasi laterali o di trading range, sia le occasioni di acquisto nei trends rialzisti e quelle di vendita nei trends ribassisti. Scala da 0 a 100, zone rosse sopra 80 e sotto 20. Come tutti gli oscillatori, durante un trend molto forte lo ST% tende a rimanere in zona di eccesso (es.: sopra all’80 in un trend rialzista e sotto al 20 in un trend ribassista) per un tempo prolungato; quindi, non è corretto operare a priori in senso contrario fino a che non vi è una conferma da parte del prezzo (es.: segnale del COT).  Una nota variante lenta dello stocastico, derivata dal ROC, è il KST% di Martin J. Pring.

STOP LOSS

– Livello di prezzo raggiunto il quale è necessario liquidare la posizione (“lunga” o “corta”) ed assumere un atteggiamento neutrale. Il segnale deve essere sempre rispettato al fine di limitare le perdite.

STOP & REVERSE

(SAR) Livello di prezzo raggiunto il quale può essere conveniente invertire direttamente la posizione assunta (da “lunga” a “corta” o viceversa).

SUPPORTO

(SUPPORT LEVEL) Livello di prezzo raggiunto il quale è probabile il concretizzarsi di una forte pressione di domanda in grado di contrastare un movimento ribassista.

TARGET

– Livello di prezzo a cui tende il movimento corrente (obiettivo di mercato).

TRADING RANGE

– Situazione di mercato per la quale il movimento dei prezzi fluttua lateralmente nell’ambito di una zona delimitata da un livello superiore (resistenza) e da un livello inferiore (supporto).

TREND

– Retta che identifica una tendenza in atto.

TRENDLINE

– Linea retta che unisce due o più punti di svolta (due minimi, due massimi). Quando unisce dei minimi si chiama Trendline di supporto, quando unisce dei massimi Trendline di resistenza.

UPTREND

– Trend positivo oppure la linea di tendenza (Trendline) che congiunge minimi relativi (supporti) crescenti.

VOLATILITA'

– Componente essenziale insieme alla direzionalità del trend. Un mercato volatile è caratterizzato da escursioni (giornaliere, settimanali ecc.) più ampie rispetto alla propria media.

WEEKLY

– settimanale (es.: Weekly Range = range settimanale, cioè escursione compresa tra massimo e minimo della settimana).

WCL

WEEKLY CLOSE: chiusura settimanale, ultimo prezzo del venerdì.